Anamnesi nell’anziano: come condurre una valutazione completa e centrata sulla persona

L’anamnesi nell’adulto anziano è un processo clinico complesso che richiede tempo, sensibilità e una visione integrata della persona.
A differenza dei pazienti più giovani, gli anziani presentano spesso manifestazioni atipiche, tendono a sottostimare i propri sintomi e possono mostrare difficoltà nel richiamo mnemonico.
Di conseguenza, la raccolta dei dati non può limitarsi alla dimensione strettamente clinica, ma deve abbracciare aspetti funzionali, psicologici, nutrizionali e sociali.
Costruire la relazione e il setting adeguato
Il punto di partenza imprescindibile è la costruzione di un rapporto di fiducia.
Un’illuminazione adeguata, un ambiente privo di distrazioni, l’uso di occhiali, protesi e apparecchi acustici (se necessari) e il rispetto dei tempi di risposta sono elementi che facilitano la comunicazione e rendono l’anamnesi più accurata.
È utile aprire il colloquio chiedendo al paziente di descrivere una “giornata tipo”: questo approccio consente di esplorare la qualità di vita e di cogliere, attraverso dettagli concreti, eventuali difficoltà nella memoria, nel sonno, nell’appetito o nel movimento.
Tale narrazione spontanea, affiancata da un breve esame dello stato mentale a inizio visita, aiuta a valutare l’affidabilità del racconto e a individuare segnali di depressione, ansia o stanchezza cronica.
Sintomi atipici e segnali di declino funzionale
Un aspetto cruciale è evitare di attribuire automaticamente i sintomi al “normale invecchiamento”.
Manifestazioni come dispnea, debolezza, disturbi dell’andatura, stipsi e capogiri richiedono sempre una valutazione approfondita, poiché spesso il declino funzionale è l’unica spia di una patologia sottostante.
Indagare da quanto tempo il paziente ha smesso di fare la spesa da solo, di cucinare o di partecipare ad attività sociali può rivelare l’insorgenza di problemi articolari, neurologici o cardiopolmonari altrimenti silenti.
Se il paziente non ricorda trattamenti o ricoveri passati, è necessario integrare la storia con informazioni da familiari, caregiver e cartelle cliniche.
La consapevolezza che paura e disagio emotivo possono frenare la condivisione di informazioni permette al clinico di usare tatto e rassicurazione per favorire una narrazione autentica.
Anamnesi medica e revisione per sistemi
L’anamnesi medica deve ricostruire patologie e terapie pregresse, inclusi interventi chirurgici e stato vaccinale (COVID-19, influenza, pneumococco, tetano), ricordando che alcuni trattamenti storici potrebbero essere poco familiari al paziente ma rilevanti.
La revisione per sistemi, condotta sistematicamente, fa emergere disturbi comuni in geriatria spesso trascurati: prurito persistente, cefalee suggestive di arterite a cellule giganti, fotofobia indicativa di cataratta, stipsi resistente o variazioni dello stato mentale.
L’attenzione a presentazioni sfumate – come dolore toracico atipico, perdita di peso non intenzionale o confusione episodica – migliora la sensibilità diagnostica e riduce i ritardi nell’intervento.
Revisione farmacologica e gestione della politerapia
La revisione farmacologica costituisce un pilastro dell’anamnesi geriatrica.
La polifarmacoterapia e le interazioni tra farmaci da prescrizione, farmaci da banco, integratori e fitoterapici sono fonti frequenti di eventi avversi, cadute e declino funzionale.
È fondamentale registrare ogni principio attivo, dosaggio, motivo della prescrizione e prescrittore, includendo preparazioni topiche, alcol e caffeina.
Chiedere al paziente di portare tutti i prodotti alla visita ("brown bag review") aiuta a verificare la corrispondenza tra terapia e assunzione reale.
Inoltre, valutare la capacità di leggere etichette, aprire contenitori e usare dispositivi è essenziale per calibrare l’educazione terapeutica.
In casi selezionati, il conteggio delle compresse residue può offrire indizi sull’aderenza, ma la priorità resta comprendere le barriere pratiche e cognitive all’assunzione.
Screening su alcol, fumo e sostanze
L’indagine su alcol e fumo va condotta con domande chiare e non giudicanti.
Negli anziani, i disturbi da uso di alcol sono spesso sottodiagnosticati; segnali come instabilità posturale, tremori, neuropatia e carenze nutrizionali devono orientare allo screening.
Strumenti come lo SMAST-G (specifico per over 65) facilitano l’identificazione precoce: due o più risposte affermative suggeriscono un disturbo.
Il counseling sul tabacco deve includere la prevenzione dei rischi legati anche a sigarette elettroniche e prodotti da svapo.
Informare sulle interazioni tra sostanze e farmaci è parte integrante della sicurezza terapeutica.
Valutazione dello stato nutrizionale
La componente nutrizionale merita attenzione specifica.
Una dieta con due o meno pasti al giorno segnala un rischio di malnutrizione; occorre indagare diete speciali, mode auto-prescritte, apporto di fibre e vitamine, perdita di peso e risorse economiche per il cibo.
Fattori come xerostomia, problemi dentali o riduzione di gusto e olfatto diminuiscono l’apporto calorico, mentre artrite e tremori complicano la preparazione dei pasti.
Non va trascurata la tendenza a ridurre l’assunzione di liquidi per timore dell’incontinenza, una pratica che espone a disidratazione e complicanze sistemiche.
Salute mentale e benessere psicologico
La salute mentale in età avanzata si presenta spesso diversamente rispetto ai giovani.
Depressione e ansia possono manifestarsi con irritabilità, apatia, variazioni somatiche o un apparente declino cognitivo (pseudodemenza).
L’anamnesi deve esplorare deliri, allucinazioni, terapie pregresse e cambiamenti recenti di vita come lutti o perdita di indipendenza.
Anche le preferenze spirituali e l’interpretazione personale dell’invecchiamento influenzano gli obiettivi di cura e vanno integrate nel piano di assistenza.
Stato funzionale: le scale Katz e Lawton
La valutazione dello stato funzionale è la chiave per tradurre l’anamnesi in decisioni operative.
Le scale Katz ADL e Lawton IADL permettono di misurare l’autonomia.
- Katz ADL: Valuta le attività di base (alimentazione, igiene, vestirsi, transfer, uso del bagno, continenza). Il punteggio varia da 0 (forte dipendenza) a 6 (indipendenza).
- Lawton IADL: Valuta le attività strumentali (telefono, shopping, cucina, lavori domestici, gestione farmaci e denaro).
Oltre al punteggio numerico, conta la lettura clinica: un deficit nella gestione del denaro o dei farmaci orienta subito verso la necessità di supporto o semplificazione terapeutica.
Anamnesi sociale e sicurezza ambientale
L’anamnesi sociale completa il quadro, poiché l’ambiente determina la capacità di mantenere l’autonomia.
Conoscere le condizioni abitative (barriere architettoniche, riscaldamento, dispositivi di sicurezza) permette di proporre interventi per ridurre il rischio di cadute.
Analizzare la routine quotidiana e la frequenza dei contatti (familiari, amici, comunità) indica la robustezza della rete sociale e previene l’isolamento.
Anche la sfera sessuale va affrontata con sensibilità, educando sui rischi di infezioni sessualmente trasmissibili spesso sottovalutati in questa fascia d'età.
Direttive anticipate e obiettivi di cura
Infine, le direttive anticipate vanno discusse e documentate.
La pianificazione delle decisioni e l’esplicitazione dei desideri sul fine vita evitano incertezze nei momenti critici, allineando gli interventi clinici ai valori della persona.
Condurre un’anamnesi geriatrica di qualità significa integrare colloquio empatico, screening mentale, revisione terapeutica e scale funzionali.
Questo approccio sistematico intercetta precocemente i bisogni, migliora la sicurezza e costruisce un percorso assistenziale sostenibile attorno alle reali priorità del paziente.



